sabato 1 novembre 2014

Partorire in casa in Friuli si può



Si può partorire in casa in  Friuli Venezia Giulia?  Certo che si può e  c'è chi lo fa.

Ecco la testimonianza di una mamma friulana che un paio di anni fa ha fatto questa bellissima esperienza.



Era il 6 dicembre del 2011 quando scoprii di essere incinta, il miglior regalo di San Nicolò che abbia mai ricevuto nella mia vita!
Come ogni futura mamma iniziai a leggere tantissimo, e più leggevo più in me si rinforzava la convinzione che quello che stava avvenendo all’interno del mio corpo era un miracolo, qualcosa di più grande stava agendo trasformando e plasmando non solo il mio corpo ma anche la mia coscienza.
Già da diversi anni praticavo la meditazione ed avevo frequentato, assieme a mio marito, corsi di rebirthing, costellazioni familiari ed altro ancora, quindi la scelta di far nascere la creatura che ci aveva scelti nel modo più rispettoso e amorevole possibile fu naturale come svegliarsi la mattina.

Per nostra fortuna conoscevamo alcune famiglie che avevano fatto, qualche anno prima, la stessa nostra scelta e che ci fecero comprendere che il nostro sogno era possibile…. Nostra figlia sarebbe nata in casa!









La scelta dell’ostetrica fu estremamente semplice… tra i diversi numeri di telefono trovati su internet, Luciana fu l’unica che ci rispose, fissammo subito un appuntamento e fu amore a prima vista. Ricordo ancora la prima volta che entrammo nel suo studio: luminoso, intimo, con dei meravigliosi quadri alle pareti, con Luciana entrammo subito in confidenza, come se fosse una “di famiglia”, ci spiegò tutta la procedura, ascoltò i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni e ci rassicurò con parole semplici e con consigli pieni di buon senso.

Mi recai in ospedale e dal ginecologo lo stretto necessario, ed ogni volta che uscivo da quelle strutture ero sempre più convinta della mia scelta.

La gravidanza trascorse nel migliore dei modi, il mio corpo pretendeva riposo, e me lo fece capire in tutti i modi, quando finalmente mi decisi a dargli ascolto l’energia ritorno come per magia. La bambina cresceva, si muoveva e già al settimo mese si mise a testa in giù.

La mattina del 19 agosto capii che la piccola sarebbe nata.



Quella mattina mi svegliai molto preso con le contrazioni, come accadeva ormai da qualche giorno, ma c’era qualcosa di diverso. La contrazione era leggera ed iniziava dal basso ventre e come un onda iniziava a fluire lungo la schiena, come il risveglio della  kundalini, un serpente che si srotola lungo tutti i chakras fino al settimo, sulla sommità del capo, a quel punto, proprio all’altezza della fontanella avvertivo un forte formicolio, come se fossi punta da milioni di spilli e non sembrava provenire da dentro di me ma dall’esterno come se l’energia della kundalini, risalendo avesse aperto un canale di comunicazione con un energia più grande ed ora questa energia stesse comunicando direttamente con la piccola.

Verso le 6 svegliai mio marito e chiamammo Luciana che arrivò di li a poco.

Trascorsi la mattinata camminando e vocalizzando e al mio AAAHHHH si univano la voci di Giulio e di Luciana, così più che un travaglio sembrava uno strano concerto. Durante quelle ore la presenza di Luciana, discreta ed attenta, mi accompagnò e mi diede la sicurezza necessaria per affrontare i momenti più critici, mi fece alcuni massaggi e mi propose alcune posizioni e movimenti ma senza mai insistere o risultare invadente, era tutto estremamente delicato ed intimo. Giulio, nel frattempo si prendeva cura di tutto, dalle intrusioni esterne (telefonate etc) alla preparazione del pranzo, ma soprattutto mi stava accanto sostenendomi e supportandomi.. tutto senza darmi fastidio!!!



Verso le 11 la situazione cambiò, io mi sentivo stanca ed impaziente, speravo che ogni contrazione fosse quella giusta così provavo a forzare e a spingere un pochino. Luciana invece mi invitava a portare pazienza, la bimba si era incanalata bene ma da un certo punto… si era fermata. Proprio nel momento in cui doveva iniziare a ruotare la testa ed avvitarsi per scendere lungo il canale del parto lei si era bloccata, sembrava indecisa se ruotare verso destra o verso sinistra… ed allora mi venne in mente una cosa “assurda”: durante l’ultimo mese raccontavo alla mia bimba la descrizione del parto ma non le avevo detto, giunta a quel punto, da che lato girare, quindi… ora lei non sapeva che fare!!!

Luciana mi fece un leggero massaggio e lei inziò a scendere.

Io sentivo tutto il mio corpo aprirsi , le membra si allargavano, le ossa, appena sopra il coccige,  si distaccarono, fu come la rottura di un sigillo, ricordo che l’immagine che mi venne in mente fu quella dei sigilli di ceralacca che una volta spezzati non si possono riunire, non si può tornare indietro. Ed il parto effettivamente è paragonabile ad un rito di iniziazione dove da donna diventa madre, creatrice ma è anche un momento fondamentale per il bambino che sceglie di nascere, di affrontare la “morte” per venire alla luce, come il bruco che muore per diventare farfalla. 

Ed anche per mio marito è stato un momento fondamentale dove da compagno ha assunto il ruolo di capofamiglia, ma durante il quale ha dovuto piegarsi al potere della donna in quanto portatrice di vita, lui ha potuto accompagnarci in questo passaggio ma non poteva prendersi carico del dolore o del rischio, solo tutelare, proteggere e vegliare. Un compito importantissimo ed estremamente difficile.

Alle 13.21 finalmente è nata Agata, è passata attraverso il mio corpo senza difficoltà, protetta dal sacco amniotico, “come dentro ad un gavettone” ha detto mio marito. Non ha pianto, non ha provato a respirare ma ha aperto gli occhi e si è guardata attorno con fare interrogativo.


Un attimo dopo era tra le mie braccia. A questo punto i ricordi si fanno confusi… io vedevo solo lei. Agata è nata con la camicia, in modo sereno, abbiamo scelto di lasciare che la placenta si staccasse in modo spontaneo ed io non ho avuto alcuna lacerazione.
Dopo il parto, l’unica cosa che desideravo pace e riposo ma anche di godere i primi momenti in tre nell’intimità di casa.









Le visite giornaliere dell’ostetrica furono essenziali, si prendeva cura di me, del mio corpo, e ci insegnava a prenderci cura di Agata, non solo nei suoi bisogni fisici, ma fu prezioso vedere il modo in cui le parlava, come la teneva in braccio con sicurezza, calma unite ad un senso di “leggerezza” nell’affrontare i suoi pianti, e i piccoli problemi che emergevano. È stato un importante esempio da seguire.





PARTORIRE A CASA IN FRIULI SI PUO'



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