venerdì 30 gennaio 2015

Perchè falliscono gli allattamenti al seno

scritto da Roberta Leonarduzzi
Foto da http ://www.bergamopost.it/
Perché falliscono tanti allattamenti materni?
Spesso è una questione di aspettative, secondo me.
Ci sono genitori che partoriscono e non sanno, non hanno capito che il neonato ha dei ritmi diversi da quelli a cui siamo abituati noi, in questa società moderna, individualista e sempre organizzata ed efficiente.
Il bimbo arriva a rivoluzionare la vita, i vissuti, i tempi, i punti di vista, le visioni.
Niente dopo il parto sarà uguale a prima.
Se in senso positivo o negativo lo decide l'atteggiamento che i genitori, e la mamma in particolare, hanno di fronte a questa rivoluzione, a questi cambiamenti.

Il bimbo ha dei ritmi lenti. Giurassici. 
E ci sorprende nei tempi propri, indipendenti dalla nostra volontà, a partire dal parto.
Ma nella nostra società questi tempi lenti stridono, perché siamo abituati ad organizzarci e ad essere efficienti e anche quando ci fermiamo (o crediamo di esserci fermati), qualcosa dentro di noi continua a viaggiare alla velocità di prima (l'inerzia) e non possiamo star fermi a lungo, perché dentro di noi siamo ancora in movimento.


foto da http://mammenellarete.nostrofiglio.it


Questo succede già al momento del parto.

Non possiamo aspettare i tempi naturali del parto, non possiamo pensare ad una assistenza che vada oltre le ore di un cambio turno, non possiamo attendere il naturale secondamento della placenta e il pulsare del cordone, abbiamo fretta di recidere il legame fisico mamma-bimbo e bimbo-placenta, ci sono dei protocolli, “we are always in hurry”, siamo sempre di corsa, per dirla all'inglese.



foto da http://www.breastcrawl.org/italian/index.shtml

Ma il bimbo non conosce queste corse. E' stato nel pancione a lentamente crescere e a germinare per nove lunghi mesi, gli ultimi senza quasi muoversi, perché era stretto stretto.
Se lasciamo al bimbo i suoi tempi, lasciato sul pancione della mamma appena nato, riesce a risalire fino al seno e a con la sua calma e i suoi tempi (che variano da bimbo a bimbo) arriva ad annusare, poi a lappare e infine ad attaccarsi al seno della mamma (il cosidetto “breast crawl” http://www.breastcrawl.org/italian/index.shtml) .
Secondo gli ultimi studi e l'OMS proprio questo momento in cui il bimbo conosce il seno della mamma è il più importante per l'avvio dell'allattamento materno: il bimbo conosce il capezzolo e il seno della mamma e con i suoi tempi impara come prenderlo in bocca, mentre sta pelle a pelle con la sua mamma, il suo unico mondo per nove lunghi mesi.

E invece no, misurazioni, lavaggi, punteggi....tutine (non basterebbe una copertina sul bimbo per tenerlo al caldo mentre questo magico momento – il primo incontro fuori dal pancione – ha luogo con i suoi lentissimi e personalissimi tempi?)




E qui inizia l'allattamento in salita. Il bimbo che non ha potuto vivere con i suoi tempi questi momenti, viene guidato e forzato, a volte, a prendere il seno, spesso da un operatore; la fretta è cattiva consigliera e il bimbo può attaccarsi male, ma questo primo attacco rimane nella sua testa e poi è più difficile da correggere.

Inoltre la mamma si aspetta spesso di avere subito il seno pieno di latte, e di fronte alle poche gocce di colostro, si chiede “Avrò il latte? Come fa a stare senza mangiare nulla per ore e ore questo bimbo?” 
Perché si, diciamolo: il latte “vero e proprio” arriva solo dopo 3 giorni circa dalla nascita del bimbo ed è normale che il bimbo cali di peso. Spesso questa attesa del latte "vero" e il calo ponderale sono vissuti dalla madre come una  sua incapacità di nutrire il proprio bambino (quante madri escono in 3a giornata dall'ospedale già con aggiunta?)


foto da http://www.vitadamamma.com
Ma il bambino ha dei tempi diversi, deve purgarsi, deve conoscere il corpo esterno della mamma, deve aspettare che pian pianino i suoi organi si adattino alla vita extrauterina.
Nel frattempo fa le prove con il seno della mamma, succhia il nettare magico - il colostro e fa il pieno di coccole e di riposo.

Ci sono bimbi che necessitano di più coccole, altri di più riposo.

Bisogna imparare ad accettarlo senza aspettative (“Ma guarda il bimbo della vicina come dorme, ma il bimbo di mia cugina si attacca ogni 3 ore, il mio in continuo, non avrò latte”).
Lasciamoci guidare dal bambino, è una strada sconosciuta, percorriamola con calma, non è facile, ma si può.
Il bambino ha dei tempi che non sono (più) i nostri, tempi più vicini alla meditazione, alle lunghe veglie di preghiera, alla contemplazione. Come diceva Gesù a Marta (la sorella che sbrigava le faccende e si lamentava che l'altra, Maria, stesse in contemplazione e in ascolto di Gesù) “Maria ha scelto la parte migliore”. Possiamo preoccuparci della casa o rimanere in contemplazione del nostro bimbo, come Maria di Gesù.

foto da http://www.reiki.info


I primi tempi (i primi mesi) con un bimbo sono così, lui ha questi tempi.
Possiamo decidere se forzarli o con meraviglia accondiscendere e lasciarci guidare da lui, e con lui percorrere questo viaggio stancante ma meravigliosamente appagante dell'amore lento, totale assoluto.


foto da http://www.alimentazioneingravidanza.it/




Certo, per farlo, per restare nella nostra bolla d'amore con il nostro bimbo, abbiamo bisogno che qualcuno si prenda cura di noi e della nostra casa. Una volta erano le comari, le vicine e le parenti che si occupavano della donna in puerperio e della sua casa. Per 40 giorni le puerpere erano come principesse, non toccavano acqua (e non avevano né lavatrici né lavastoviglie né asciugatrici, né vaporetti), non facevano nulla se non occuparsi del proprio bebè.

Invece al giorno d'oggi è più facile avere tanti regali e oggetti in casa, ma è più difficile avere l'aiuto delle persone. Le persone  si vedono (anzi anche troppe sono le visite che la neo-mamma riceve sia in ospedale che a casa), ma è difficile averne l'aiuto, il sostegno che in questo periodo dovrebbe essere totali, dovrebbero permettere alla madre di non avere altro pensiero che il suo bebè.
foto da http://www.gravidanzaonline.it


Tantissimi i regali (ciucci, biberon, tiralatte, radioline e angel care, sterilizzatori, sdraiette, carrozzine, tappetini multicolore, giostrine ecc...), quando in questo periodo in realtà i regali migliori sono il proprio tempo, confezionato in pasti pronti, camicie stirate, in una spesa fatta per la mamma, in una offerta di fare e stendere una lavatrice.

Sono le mamme stesse che rifiutano l'aiuto, ma ognuna di noi che ha partorito almeno una volta se quanto sia utile e forse indispensabile per potersi riposare e essere una buona nutrice per il proprio bimbo. 



foto da http://mammaoggi.it/

La mamma spesso sacrifica l'allattamento per poter pulire la casa, per mantenerla al minimo della decenza, per assicurare al compagno un pasto caldo la sera, quando rientra dl lavoro.
Spesso è la sindrome di Wonder Woman, la volontà di mostrare che comunque ce la facciamo, anche da sole, anche con un bimbo piccolo.

Questa forza di volontà è spesso incompatibile con l'allattamento a richiesta, in particolare in bimbi che hanno stomachini piccolini, che mangiano poco e spesso, che oltre al mero cibo, sul seno trovano accoglienza, amore, calore, sicurezza, senso di appartenenza, senso di integrità.


foto da https://www.facebook.com/AllattamentonaturaleOMS

La mamma poi spesso teme che accondiscendere a queste continue coccole possa viziare il bambino  e aspetta con ansia il momento in cui il bimbo “dormirà tutta la notte”, “popperà ogni 3 ore” per poter tornare alle sue occupazioni casalinghe, a dei tempi più “normali”, che non sono i tempi del neonato. Perché questa in realtà è l'esperienza degli ultimi decenni di separazione tra mamme e bimbi, e di allattamento artificiale ed è incompatibile con un allattamento naturale.




Ecco perché falliscono molti allattamenti al seno, anche in mamme che hanno molto latte e vogliono allattare, perché non è stato loro insegnato prima del parto come questo bimbo sconvolgerà la loro vita, come accogliere lui significa accogliere il proprio sé bambino, con quei tempi rilassati, da lettone, i tempi dell'amore...e non i tempi dell'organizzazione e del fare. 

Perchè allattare al seno è una questione di fiducia e non di paura, e bisogna insegnare alle mamme a fidarsi del proprio bimbo, del proprio istinto e a staccare il cervello che dice “guarda quante cose ci sono da fare, se lo abituo così non riuscirò più a staccarlo da me e poi come farò?”

Perché allattare a richiesta può essere facilissimo per qualcuno, ma molto meno per altre persone, ma quella è l'unica strada pensata dalla natura. 
foto da http://4.bp.blogspot.com/

Gli aiuti ci sono, sono l'aiuto di altre donne esperte in allattamento, che possano aiutare, anche in casa, che motivino e confortino la mamma, che  dicano, “ci sono passata anche io, sei bravissima, bellissima e il tuo bimbo cresce benissimo, anche se dorme poco e si attacca spesso”, che portino cibo, che tengano il bimbo per il tempo di una doccia, ma poi  riassettino la casa mentre la mamma allatta nel lettone e si addormenta in pieno giorno con il pupo. 
Sono  la fascia, il portare il bimbo per poter fare quelle minime faccende senza staccarsi da lui. 
Sono il compagno che va responsabilizzato e che deve imparare che sua moglie è impegnata in un lavoro grandissimo “fare latte e riprendersi dal parto, oltreché imparare a conoscere il bimbo”. 
Sono i gruppi di sostegno all'allattamento, che devono essere frequentati ancora prima di partorire. 


immagine da https://mamionlus.files.wordpress.com/

Questi aiuti ci sono ma spesso è difficile per le madri accettarli. Oppure non sanno neanche che esistono. 

Ma la realtà è questa: gli allattamenti al seno falliscono  anche perché le mamme pretendono troppo da loro stesse e dal loro bambino, e non riescono a dare completa fiducia al grande amore che le ha investite...


Scritto da Roberta Leonarduzzi

Link utili

http://www.tensteps.org/ten-steps-successful-breastfeeding.shtml


http://www.breastcrawl.org/italian/index.shtml


http://mami.org/gruppi-di-sostegno/


http://sorsidivita.altervista.org/

54 commenti:

  1. bellissimo post, quanta verità!

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  2. Pienamente d'accordo su tutto...

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  3. Mi pare un articolo di accusa agli ospedali. E giustamente anche....nel mio caso l'ho vissuta effettivamente come una tabella di marcia, uno stress....se non prende subito latte, aumenta l'ittero...e così via.

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    1. Gli ospedali dovrebbero mettere al centro la persona, donna o bambino che siano. In particolare la nascita è un evento umano, e merita cure "umane", e il problema dei tempi è forse il primo che emerge rispetto alla disumanizzazione della nascita e della accoglienza del nuovo nato.
      Chiediamo a gran voce tempi più rispettosi della mamma e del neonato.
      Sono necessari.

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  4. Fortunatamente dove ho partorito io, mi hanno messo la bimba sulla pancia per farla attaccare subito

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    1. Sei stata fortunata Barbara, ma avete avuto ciò che è giusto!
      E' vero, oggi in molti ospedali, per fortuna, lasciano portare il bimbo al seno subito. In altri invece ancora lo lavano prima di portarlo alla mamma e lasciano passare del tempo per il loro primo incontro.
      Metterlo sulla pancia e aspettare che il bimbo si guadagni il seno da solo sarebbe la cosa migliore, ma molti ospedali la negano per mancanza di tempo o semplicemente per protocollo.
      Ma abbiamo speranza che le cose cambino.
      Venti anni fa erano rare le maternità con la possibilità del rooming-in e in quasi tutti gli ospedali i bimbi stavano al nido. Adesso è normale invitare le mamme a tenere i bimbi in stanza con loro.
      Speriamo che tra qualche anno sarà NORMALE poggiare il bimbo sulla pancia della mamma, ancora sporco di lei, e lascaire che si guadagni il seno con i suoi tempi!

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  5. Da anni ormai i bambini vengono messi a contatto con la mamma, pelle a pelle, prima di essere lavati e indotti ad attaccarsi subito al seno! Sono mamma da 8 mesi e il mio bambino è nato con 2 settimane di ritardo lasciandogli tutto il tempo che ha voluto! Il mio seno non ha capezzoli e nonostante tutto, con un po'di aiuto tecnologico, sono riuscita ad allattarlo (e lo allatto ancora) tutte le volte che ha voluto per tutto il tempo che ha voluto. Sono stata aiutata e incoraggiata dal personale medico e dalle ostetriche, sia in ospedale che al centro per l'allattamento. La mia casa da 8 mesi sembra un campo rom, ma chi se ne frega, noi siamo felici... Zero ansia e tante risate!

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    1. Direi un ospedale woman-friendly e baby-friendly (amico delle mamme e dei bambini)! Una bella fortuna, che ospedale è?
      Magari tutte e strutture fossero così, anche se molte si stanno adeguando!

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    2. La tua casa un campo rom ! ?Io di figli ne ho tre piccola sembra una stalla....

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  6. Bellissimo questo articolo! Io sono una di queste mamme a cui non è stata insegnata la fiducia e che ha ricevuto solo tantissimi regali e chiacchiere ma pochi aiuti VERI! Il mio primo figlio è stato in terapia intensiva per 21 giorni e non ho potuto cominciare ad allattare serenamente ma solo attraverso una tiralatte, la mia seconda bimba ha avuto per scarsi 3 mesi il mio latte + aggiunta ma dovendo provvedere a tutto io compresa la cura costante di 2 bimbi, una neonata ed uno di 2 anni e 7 mesi, non ho potuto dedicarmi alla piccola come si deve. Per molti è facile giudicare ma non si scava nell'anima di una mamma ... Alessandra Gen

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    1. Cara Alessandra, mi spiace molto per il tuo primogenito e per i primi 21 giorni vissuti con lui in una terapia intensiva: deve essere stato un momento durissimo! Sei stata comunque brava a riuscire a garantirgli il tuo latte attraverso il tiralatte. Le preoccupazioni e la mancanza di un contatto costante mamma-bimbo sono uno dei fattori che non permettono alla ossitocina di prodursi e facilitare l'emissione del latte. L'aggiunta è anche una pratica difficile da gestire per una madre, e sei stata comunque bravissima ad allattare tua figlia fino a quasi tre mesi!
      In questo secondo allattamento cosa secondo te non ha funzionato?

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  7. Dove ho partorito, purtroppo c'era un'infermiera che mi ha praticamente costretto a dare l'aggiunta a mia figlia, nata di 41 settimane e con quasi 4 kg. Ho dovuto fare un parto cesareo e per quello sono stata presa dal dubbio di poter allattare, in più avevo le ragadi e tanti dolori al seno.
    Fortunatamente ho incontrato una brava ostetrica di turno che mia ha dato tanti consigli per l'avvio dell'allattamento sereno. Anche l'aiuto il sostegno morale di mia mamma sono stati preziosissimi, non so nemmeno come ringraziarla.
    Continuate con il vostro lavoro di informazione e sostegno ad altre mamme. Allattare è naturale, sano e bello!

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    1. Grazie dell'incoraggiamento e dello sprone a continuare a stare accanto alle neo famiglie e a informare, perché possano scegliere per quello che è meglio per loro!

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  8. Io sono stata molto fortunata: nell'ospedale in cui sono nati tutti e tre i miei figli, l'ospedale Belcolle di Viterbo, mi hanno attaccato al seno i bambini subito dopo la nascita e le ostetriche sono bravissime ad incoraggiare l'allattamento al seno,aiutando tutte le mamme a superare qualsiasi difficoltà. Grazie a tutto questo, ho potuto allattare allattare all'atto seno i miei primi due figli per 9 mesi e sto allattando la mia piccola, nata a dicembre.

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    1. Fortunata e brava! Anche tu due maschietti eppoi una femminuccia, come me.... io poi ho fatto anche il quarto! Auguri e complimenti

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  9. io ho due figli che ho allattato entrambi al senoper quasi un anno...devo dire che il personale della struttura dove ho partorito è stato fondamentale (soprattutto con il primo bimbo) nell'aiuto, la cura, le premure di venire a controllare e aiutarmi in questa prima fase in cui inziavo a imparare a fare la mamma...mai un si arrangi signora...mai un risposta dle tipo fra cinque minuti arriva la mia collega le farà vedere lei...ho partorito un'ora e mezza dopo l'orario del cambio turno e l'ostetrica che mi seguiva è rimasta li con me...a tenermi la mano... rassicurarmi e insistere che ce l'avrei fatta anche quando le forze non c'erano più...persone splendide che prima di essere ostetriche, dottori o infermieri erano "amiche" e avevano compreso che la nascita di un bambino è il momento che cambia la vita non solo di una donna ma della coppia stessa e loro erano li sempre. purtroppo grazie ai tagli del nostro governo questa struttura ha chiuso il reparto maternità...ma io continuo a ringraziare questi angeli per avermi sempre seguito, sostenuto e aiutato.

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    1. Bellissima esperienza, brava amica anonima, e bravi nella struttura dove hai partorito, è un peccato che abbia chiuso. I numeri piccoli permettono di seguire le partorienti con maggiore attenzione, ma speriamo che l'esperienza fatta li degli operatori non vada persa. Grazie della tua testimonianza

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  10. Una pagina semplicemente MERAVIGLIOSA

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    1. Grazie Manuela! è scritta col cuore...e si sente...me ne sono resa conto, anche se è un po' lunghetta!

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Condivido il discorso sugli ospedali... ma non è solo questione di tempi e di giusto approccio... ci sono mamme come me che hanno tentato per mesi di allattare il proprio figlio tra tiralatte mastiti con febbre a 40 e co., ed è proprio il fatto che tutti dicano che l'allattamento al seno è la cosa più naturale al mondo, che basta avere pazienza ecc. che fa sentire le mamme con poco o niente latte "sbagliate" e provoca sensi di colpa e ansie... io dopo averci pianto tanto ho gettato la spugna al quarto mese all'ennesima mastite, ma credo che a mio figlio non sia comunque mancato il mio calore e il contatto che gli il offrivo ad ogni poppata artificiale e non solo... insomma evviva l'allattamento al seno, ma in caso non si riesca facciamo passare il messaggio che i bimbi possano comunque crescere benissimo con tutto l'amore di cui hanno bisogno.

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    1. Condivido con te amica anonima. Allattare è una cosa naturale e la cosa più giusta da fare....ma alle volte non si riesce, e questo non fa di noi una mamma di serie B.
      Copio qui la traduzione di una lettera di Scary Mommy , una consulente professionale dell'allattamento (http://www.scarymommy.com/)
      “Alla mamma che non ha allattato,

      magari il tuo bambino non si è mai attaccato.

      Magari ti ha fatto dannatamente male e niente lo rendeva migliore.

      Magari hai avuto dei cattivi consigli in ospedale, o dal tuo pediatra o dal ginecologo, dall’ostetrica, da tua madre, dalle tue amiche.

      Magari semplicemente non volevi allattare.

      Magari è accaduto qualcosa che non mi riguarda che ti ha fatto pensare che allattare sia spaventoso o repellente per te.

      Magari non hai avuto abbastanza latte e non hai mai capito il perché.

      Magari tuo figlio è stato adottato e allattare un figlio adottivo non è mai rientrato nei tuoi pensieri.

      Magari hai provato tutti i congegni o gli interventi per far funzionare l’allattamento e ti sei sentita inadeguata e disconnessa dal tuo corpo e ai avuto bisogno di smettere.

      Magari non hai potuto allattare per colpa di una condizione medica o un medicinale che dovevi prendere e che era incompatibile con l’allattamento.

      Magari ciò che non è andato bene con l’allattamento ti hanno fatto stare così male che hai avuto bisogno di smettere per la tua sanità mentale.

      Magari semplicemente non ti piace allattare.

      Non hai bisogno di una ragione.

      Non devi dare spiegazioni.

      (Ma le ascolterò se vuoi)

      Non devi capire perché l’allattamento non ha funzionato.

      (Ma ti aiuterà a capirlo se lo vuoi).

      Magari qualche volta ci sono dei pensieri nella tua mente:

      “Se solo avessi chiesto aiuto a una consulente dell’allattamento;

      se solo avessi sentito una seconda opinione;

      se solo avessi avuto un parto più semplice,

      se solo la mia depressione post partum fosse stata trattata prima;

      se solo avessi aspettato che la tempesta delle prime settimane di maternità fosse passata;

      Voglio che tu sappia che se ti senti un buco nel cuore perché l’allattamento non ha funzionato, lo capisco. Dopo la nascita, è un istinto materno allattare. E’ antico, è primitivo. Ecco perché è molto traumatico quando qualcosa non va.

      Voglio che tu sappia che non sei da sola.

      Ma forse non hai rimpianti e ti senti in pace se non hai allattato.

      Voglio che tu sappia che va tutto bene se hai preso una chiara decisione di non allattare e che hai apprezzato la convenienza e la libertà del latte artificiale.

      Qualunque sia il motivo – le tue ragioni, i tuoi sentimenti, i tuoi rimpianti, la tua pace – voglio che tu sappia una cosa: allattare è più del latte.

      E’ vero che il latte materno è pieno di anticorpi, agenti antivirali, un perfetto nutriente e una protezione per la vita. Ogni goccia di esso che hai dato al tuo bambino è stato un regalo. Ma se non glielo dai, non hai fallito. Hai trovato delle maniere per far stare bene il tuo bambino. Tu sei una madre. Tu fai tutto per i tuoi figli.

      L’allattamento è più del latte.

      E’ nutrire il tuo bambino contro il tuo corpo, il guardarsi fisso negli occhi l’un l’altro.

      E’ una connessione. E’ un tocco. E’ due anime che hanno speso anni cercandosi l’un altra e che ora sono sulla terra abbracciate insieme.

      L’allattamento è tenere il tuo bambino saldo nelle tue braccia.

      Puoi farlo indipendentemente dal modo in cui allatti il tuo bambino.

      Punto.

      Il giudizio e la vergogna di non aver allattato deve finire.

      L’amore è la cosa che conta.

      Perciò scegliamo l’amore e non la paura. La connessione e non la divisione.

      E parliamo l’una con l’altra. Chiediamo aiuto se ne abbiamo bisogno.

      Teniamo i nostri figli contro il nostro cuore. Inaliamo il loro perfetto profumo da bambino. Respiriamo insieme. Stiamo così per un po'”.

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  12. Complimenti per il post, davvero bellissimo, e lo dice una mamma che ha fallito (in parte) il suo allattamento. È vero, i tempi e i ritmi del bambino sono fondamentali, così come fondamentale è l'aiuto di famigliari o amici. Io ho cercato di curare entrambi: mio figlio è nato in un ospedale "amico dei bambini", il primo mese e mezzo il mio compagno, il bimbo ed io siamo stati dai miei genitori, che ci hanno aiutato in tutto, e ogni giorno passava a farmi visita a casa la mia madrina, consulente IBCLC. Eppure, eppure, mi permetto di raccontarvi la mia storia, perché forse, in certi casi, c'è un'altra variabile che entra in gioco.
    Il bimbo avrebbe dovuto nascere a casa ma, in seguito a una serie di disavventure, ho dovuto fare un taglio cesareo d'emergenza, dopo 15 ore di travaglio. Il colpo al morale è stato duro e ho visto nell'allattamento una possibilità di "rivincita", da dare a me e a mio figlio. Fino all'uscita dall'ospedale pensavo che allattare fosse la cosa più semplice e naturale del mondo: così era stato per mia madre, così era stato per mia sorella. Avevo sempre letto che nessuno non ha "abbastanza latte", che tutti i problemi possono essere risolti. A partire dalla prima settimana, invece, non sono passate 24 ore senza che non ci fosse un dotto ostruito; coi seni sempre ingorgati, la quantità di latte non poteva aumentare e il bimbo piangeva sempre per la fame. Io lo attaccavo ad ogni istante e per tutto il tempo che potevo, ma nulla da fare: dopo tre settimane era aumentato di soli 150 grammi e sono stata costretta a dargli l'aggiunta. Pensavo di riuscirla a togliere mano a mano, quando i problemi ai seni si sarebbero risolti, ma nel frattempo ho fatto un ascesso. Forse per questo, forse per un'altra ragione, non son mai riuscita a togliere l'aggiunta. Ora il bimbo ha 8 mesi, sta benone e io posso guardare al passato recente con più serenità. Ho cercato di fare tutto per il "meglio" e forse è stato proprio quest'accanimento ad avermi incastrata. Il problema, credo, è stato mentale: la nostra testa, che così spesso ci aiuta a sormontare situazioni difficili, che è la nostra più preziosa alleata in determinate situazioni, in alcuni acasi può anche diventare la nostra peggiore nemica. Sì, credo si possa fallire un allattamento anche a causa di un contraccolpo psicologico. La soluzione (ahimè quanto difficile da mettere in atto!) è allora quella di pensare meno, di avere meno aspettattive. Come? ancora non lo so e spero di riuscire a darmi una risposta prima della seconda gravidanza!

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    1. Carissima amica, si credo che alle volte abbiamo davvero troppe aspettative. Aspettative che ci congelano, che ci impediscono di vivere la VITA vera. Quando smontiamo da queste aspettative ci sentiamo meglio e più leggeri....
      Ti auguro un bellissimo secondo parto e un bellissimo secondo allattamento, e soprattutto una meravigliosa vita con i tuoi figli!

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  13. E vero tutto io o partorito tre mesi fa e sto allattando. .la mia piccola cresce benissimo e sana di tutto . Quindi consiglio a tutte le mamme .. allattare fino a che avrete il latte un giorno vi ringrazierete da soli di cm vedrete il vostro bimbo cresciuto x il bene del vostro latte .

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    1. Quando un allattamento inizia bene è tutto più facile.....

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  14. Post meraviglioso. Anche qui inizio difficile,viviamo all' estero e dopo 10 gg dalla nascita mia mamma è tornata in Italia e io sono rimasta sola. Oggi siamo a quasi 15 mesi di allattamento e come qcn ha detto,è laa mia rivincita xké anche io dopo 15 ore di travaglio ho dovuto fare un cesareo d'urgenza. Non mi hanno fatto fare il pelle a pelle (x fortuna l'ha fatto con.il papà ) e me l'hanno attaccato male,forzandolo dalla testina...quindi x settimanr non si attaccava correttamente.ho risolto con.una consulente.ibclc e tanta caparbietà. Abbiamo recuperato facendo coosleeping e usando la fascia ma se potessi tornare indietro cambierei molte cose!

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    1. Bravissima Alessia! Con il primo figlio si è spesso in balia degli altri, ma l'istinto salva, con il secondo si è più consapevoli. Continua a goderti il tuo piccolo e il vostro allattamento

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  15. Io ho allattato le mie due figlie e per la prima è stata una vera e propria battaglia contro il pediatra. Nella clinica convenzionata in cui ho partorito, il neonatologo era un sostenitore accanito dell'allattamento al seno ed io ho voluto fin dal primo istante allattare la mia bambina che si è attaccata subito senza problemi. Quando ho cominciato a portarla dal pediatra di base per controllarla questo mi ha dato subito l'aggiunta perché diceva che cresceva poco ( 150 GR. a settimana) senza tener conto del fatto che mia figlia dormiva anche 5 ore tra una poppata e l'altra. Io ogni volta uscivo e mi mettevo a piangere ma con la mia testardaggine, il sostegno di mio marito e quello di mia sorella e mia madre, che avevano anche loro allattato al seno, sono andata avanti senza aggiunta. Beh dal 2° mese ha cominciato ad incrementare il suo peso di 900/1000 GR al mese... alla faccia del pediatra. E nonostante poi lo svezzamento, ha preso il mio latte fino a 2 anni. Ricordo ancora quanto ho sofferto nel dubbio di non agire nel modo giusto ma sapere, leggere, avere il sostegno di qualcuno ed anche il parere di una referente della Leache league e la mia volontà mi hanno fatto vincere una battaglia per me importantissima. E non mi è mai importato niente del disordine in casa

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    1. Matilde, complimenti! La tua storia è la dimostrazione di quanto sia importante essere sostenute dal compagno, dalla famiglia, e anche da persone competenti!

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  16. Bellissimo articolo! Condivido tutto in pieno anche perché io ho avuto entrambee esperienze.. al mio primo figlio non sono riuscita ad allattarlo. Dopo un parto senza traumi tutto è peggiorato. Nel ospedale dove ho partorito non mi hanno dato sostegno con l'allattamento, ma mi martellavano che se non allattavo non sarei stata una brava mamma.. ma non è stata solo colpa dell'ospedale. Ne anch'io ero pronta al "sacrificio" che vuole dire allattare e questo l'ho vissuto con molta colpa. Con la mia seconda (3 anni dopo) mi sono promessa fare quel che dovevo per allattare. Ho iniziato partorendo da un'altro ospedale e lì sono stati meravigliosi. Mi hanno dato subito alla bimba e ci hanno dato del tempo che abbiamo voluto. La bimba ha cercato da sola il seno e siamo stati nella sala parto senza disturbi per più di 2 ore dopo. Poi i giorni in ospedale le ostetriche e le puericultrice sono state di grandissimo aiuto. Arrivata a casa ha cominciato a venire una doula per aiutarmi sopra tutto con i miei dubbi sulle mie "capacità" per allattare. Non è stato facile, tante volte sono stata pronta a smettere, ma l'istinto ed il sostegno di chi mi stava vicino mi hanno aiutato a continuare. Adesso allatto esclusivamente e a richiesta alla mia meravogliosa figlia di 4 mesi.

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  17. Grazie di queste riflessioni sagge e sentite, anche un solo momento in cui possiamo facilitare l'incontro tra mamma e bambino e papà...non è speso invano, parola di ostetrica che ancora crede ai cavoli e alle cicogne

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    1. Grazie Laura, l'ostetrica è una figura importantissima per la nascita e per la consapevolezza della madre, oltre che per la famiglia intera! Auspicabile che tutte le ostetriche investano nel diventare custodi anche del buon allattamento, oltre che della buona nascita.

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  18. E una lacrima é uscita. Sue bimbi uno di quattro e mezzo che purtroppo per crisi post parto e la piccola di tre mesi e mezzo che al contrario riesco ad allattare. Concordo pienamente é un momento magico ma non so come fare... Mi sento in colpa per il tempo che "ruba" al grande, ho casa che non ha più un verso e vorrei tanto un aiuto che chiaramente non ho. Mia mamma abita a quaranta minuti di auto e lavora tutto il gg. Mia suocera invece chiede solo se voglio portargli il cucciolo grande quando non c'è la materna... Ma lui non è un peso ha bisogno di me più adesso che prima e io di coccolarlo appena posso. Ma una mano non la da nessuno...

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    1. Carissima, purtroppo per un problema di notifiche leggo solo ora il tuo accorato commento. Allattare quando c'è un primogenito esigente non è semplice. Con la mia terzogenita avevo avuto un grosso problema di gelosia nel secondo, un allattamento difficile, partito con ragazzi, candida e tiralatte. Ho risolto allattando nel lettone con una neonata attaccata al seni e un 5enne attaccato alla schiena! Anche io come te non avevo aiuti, suocera a 60 minuti di auto, e mamma a 359. Ma allattare, una volta preso il ritmo, forse aiuta.... si impara ad allattare leggendo un libro, giocando con il lego.... facci sapere come va! Sei bravissima!!!

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  19. Ho avuto mia figlia con tutta me stessa dopo anni di travagliate cure ormonali, poi quando l'ho vista il mio cuore si è fermato per la gioia, già l'amavo da impazzire. Poi dopo quattro mesi il buio, sono crollata nella depressione post per aver troppo assecondato umori, consigli e volontà di gestire la mia vita dalla famiglia di mio marito e per fortuna ho avuto l'aiuto della mia famiglia, come sempre. Ma, tutt'ora, dopo diversi mesi non riesco a dimenticare chi non ha minimamente pensato al mio stato d'animo e ascoltato il mio grido di aiuto, specialmente mio marito, anche se mesi fa mi ha chiesto scusa

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    1. Amica, non è facile, la depressione post partum è spesso in agguato. Per i compagni non sempre è facile capire. Penso che sia importante che tu ne parli, anche se la cosa ormai è passata, anche e soprattutto con il tuo compagno. Se è il caso fatti aiutare da qualcuno per rielaborare il tuo vissuto, anche per non coltivare risentimenti verso il tuo compagno, che possono diventare muri difficili poi da superare.
      Facci sapere come va!
      Ti abbraccio
      ROBERTA

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  20. Sembra quasi di leggere la mia storia... Avevamo organizzato tutto per il parto in casa, per avere un parto del
    Tutto naturale e invece dopo aver tentato il tutto per tutto mi hanno dovuto fare un cesareo... Bimba portata dopo 12 ore dal parto... Nonostante questo l'allattamento è partito bene. Sto allattando tutt'ora, la mia bimba ha 3 mesi e 6 gg. Ma è una bimba ad alto contatto... Si attacca al seno molto molto spesso, quasi tutto il giorno... In più le due settimane scorse nn aveva preso molto peso quindi pediatra che vuole dare l'aggiunta... Familiari e amici che si permettono di dire la loro... Alla fine dopo cedimenti ha vinto il mio istinto... E la forza che mi hanno dato una consulente all'allattamento e l'ostetrica che mi ha seguito dalla gravidanza.. Mi manca il primo contatto... Io ero talmente scossa e sconnessa dalla realtà che non ho pensato di impormi alla loro frase "deve rimanere nella culletta termica perché nn ha abbastanza saturazione di ossigeno"... Non so, tutto quello che volevo per il mio parto non è accaduto. Questa esperienza mi ha insegnato che nn poSso programmare gli eventi.... Infatti non lo farò più.
    Un po' di amaro in bocca mi è rimasto e cerco di compensare il tutto assecondando il bisogno della mia bimba....
    Mi scuso per il papiro...

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    1. Vale carissima,
      Sei stata brava e nonostante il parto andato in altro modo, hai combattuto con le unghie e con i denti per la tua bimba e il vostro allattamento.
      Per quanto riguarda il parto ti consiglio di contattare la tua ostetrica o una doula per una rielaborazione del parto. È qualcosa di molto utile, che ti porterà benessere e serenità anche per la tua vita futura di mamma!
      Un abbraccio

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  21. Ho letto così tanti articoli del genere che la domanda è b perché con me la natura non ha funzionato? il mio parto è stato difficile non per il dolore ma per lo stress. Lui non voleva nascere. Alla fine dopo giorni di dolori (in parte indotti) ho subito il cesario. Quando me l'hanno portato perché lo attaccassi al seno è stato bravissimo, l'ha preso subito. Ma il latte non è arrivato. Il colostro è arrivato dopo 4 giorni.Il latte mai. Almeno non era sufficiente era poco. E io desideravo allattare con tutta me stessa. Mi dicevano che il latte sarebbe arrivato con la suzione del bambino, più succhia più latte. E io lo attaccato ogni volta che chiedeva nonostante le ragadi che ho avuto per tre mesi.. Ho sofferto tantissimo ma stringeva i denti. E ti dicono per le ragadi di correggere l'attacco, ma anche quello con me non funzionava, perché lui si attaccava bene.. Ma la bocca non era grande abbastanza e le ragadi sono passate quando è cresciuto un po'. Ma quanto dolore? A volte avevo il terrore della poppata? Era giusto? No. Tutti ti dicono che è bello allattare..
    Quando le ragadi sono sparite sono riuscita a darle il seno in modo più sereno. E ho allattato fino agli 11mesi. Ma ho sempre comunque dovuto integrare col latte artificiale..
    A volte le cose non vanno come è naturale che vadano nonostante tutto. E la cosa peggiore è che ti fanno sentire sbagliata.
    Mesi di sensi di colpa perché io non riuscivo a dare il nutrimento al mio bambino come volevo.. Mi sono sentita dire :tu zitta che non hai partorito (mio figlio era legato col cordone) per il cesario..
    Forse alcune volte sarà la fretta o altri fattori a far fallire un allattamento.. Ma dite anche che a volte la natura non è perfetta

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    1. Carissima Vale82
      Ma come non hai partorito? Hai partorito.
      Sei stata una leonessa, perché allattare con le ragazze è qualcosa di eroico (io l'ho provato) e se hai allattato, anche se non in esclusiva, fino a 11 mesi sei stata bravissima.
      Allattare non è facile, non sempre lo è. Allattare non è sempre meraviglioso.
      Io ho allattato 4 bambini, e sono state esperienza diverse e alcune anche molto frustranti e dolorose, altre bellissime, ma come nell'essere madre si mescolano momenti bellissimi a momenti difficili, faticosi e dolorosi.
      Ti abbraccio

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    2. Scusa allattare con le ragadi, mi sono accorta ora che il correttore automatico ha scritto ragazze invece ;)

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    3. la tua vicenda, valeottantadue, sembra la fotocopia del mio primo allattamento. anch'io non mi sono mai liberata dell'aggiunta e, quando davo il biberon a mio figlio, sentivo di dovermi giustificare agli occhi degli altri, spiegando perché mi toccava completare con la formula... questo dimostra quanti sensi di colpa mi facessi.
      Due mesi fa è nata la mia bimba e l'allattamento andava benone, fino a due settimane fa, quando ha preso la bronchiolite. Non riusciva piu a tettare dal seno e urlava disperata. Abbiamo provato a darle il mio latte tirato col bicchierino e con la siringa, ma la metà lo sputava e lei perdeva sempre più peso. Abbiamo allora ceduto a malincuore al biberon, ma era l'unica alternativa. Ed è così che ho fallito il mio secondo allattamento: ora sta guarendo, avrebbe senz'altro la forza per mangiare dal mio seno, ma non lo vuole più. La produzione è anche calata e così, da oggi, mi tocca darle un po' di latte artificiale. Piango mentre scrivo questo messaggio, e ci tenevo solo a dire che, per quanto tutte le parole dell'articolo siano sacrosante, tendono tuttavia a mettere troppa responsabilità sulle spalle delle mamme, anche di quelle più motivate. Gli allattamenti, non sempre, ma qualche volta sì, falliscono anche per ragioni che sfuggono al nostro potere, come un'infezione virale.

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    5. Isabella, il tuo allattamento non è perduto! anzi puoi assolutamente recuperare l'allattamento e non pensare che uno o due biberon con latte artificiale mandino tutto a monte. Se sei motivata (come appare dalle tue parole), con un aiuto professionale (una consulente IBLCL?) puoi assolutamente recuperare l'allattamento esclusivo senza dover affamare la tua bimba che ha avuto un momento di crisi.

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  22. Brava!
    Bellissimo post...necessario.
    Ho avuto la grande fortuna di partorire e crescere entrambi i miei figli quando mia zia Angela era primario neonatologo al Policlinico della mia città e di poter ricevere i suoi preziosi consigli ; il primo e più importante: "allattalo su richiesta, la tua stanchezza sarà direttamente proporzionale alla salute che gli regalerai, trai forza e motivazione da questo. Ricordati, più il bimbo ciuccia, più latte produrrai".
    Ho allattato i miei bambini per 10 e 11 mesi , di giorno e di notte...tutte le volte che serviva e ia maggior parte di quei momenti era una meraviglia...nonostante stanchezza, ragadi e nevralgie a braccio, collo e schiena. Come hai scritto tu, era il tempo che si fermava e ci avvolgeva in una bolla di dolcezza.

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  23. Complimenti per questo bellissimo e veritiero post!! Io sono stata fortunata perché all'ospedale me lo hanno subito portato per farlo attaccare ed è andata bene... Però ho sofferto molto della cultura generale intorno che non sa supportare una neomamma che voglia davvero godersi il nuovo amore! Alle mie amiche che avranno bambini cercherò di dare quello che a me è mancato! (tempo per una doccia o pasti...)

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    1. Bravissima Flo. Noi donne possiamo fare molto per cambiare la cultura imperante. Con amore!

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  24. Bellissimo questo articolo, ma c'è un punto che non si tocca... e quando la mamma oltre al nuovo nato ha anche la sorellina più grande di cui occuparsi e a cui proprio in quel periodo deve dare molta più attenzione? Con la mia prima bimba mi è stato possibile occuparmi solo di lei senza pensare ad altro ed ho avuto un percorso di allattamento bellissimo... ora mancano circa 6 settimane al parto e ho paura che qialcosa possa andare storto

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    1. Carissima, il mio consiglio è cercare di capire che tipo è la più grandina e cercare di coinvolgerla nelle cure al piccolino. Eppoi coinvolgimento gli altri adulti di casa, per fare in modo di avere tempo in esclusiva per entrambi i cuccioli.
      Facci sapere....

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  25. Poichè ho cancellato per errore il commento di Stefano Stronati lo copio qui
    Stefano Stronati ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Perchè falliscono gli allattamenti al seno":

    Accettate il commento di un maschietto? Per giunta scapolo, senza figli, brutto, ciccione e peloso...? Mia madre, tra le tante, m'insegnò una cosa assai importante, che mi fa piacere riportare qui: «Togliendo le mamme ai bambini, abbiamo fatto l'errore peggiore che si potesse fare; e ne pagheremo amaramente le conseguenze». Che poi mia madre fosse mingherlina, che ebbe mille e mille problemi per allattarci (me e mia sorella), che poi i miei genitori si separarono, sono tutte cose secondarie: per noi, l'importante fu che ci fosse qualcuno su cui fare affidamento.
    Infiniti auguri a tutte le mamme. S.

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    1. Lo accettiamo molto volentieri Stefano!!!! e siamo anche d'accordo con la perla di saggezza della tua mamma!

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